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Asta di biciclette – la storia

L’asta di bici nasce nel 2005 da un’idea quasi bizzarra da giovanissimi membri delle associazioni L’Altra Babele e Terzo Millennio. Si stava lavorando per Ho forato in via Zamboni, festival di musica e cultura che ha animato per giorni piazza Verdi, Puntoni, Scaravilli e la via stessa e l’insoddisfazione per il circolo vizioso attorno alla ricettazione delle biciclette faceva già ribollire il sangue.

Nel 2004 non c’era la sensibilità che c’è oggi sulla mobilità ciclistica, ma il desiderio di legalità e la libertà legata alle due ruote erano già radicate in associazione.

Ai tempi, le Ferrovie effettuavano periodiche rimozioni di biciclette abbandonate e in divieto di sosta nel territorio di loro competenza, accumulando un numero abbastanza significativo di bici senza un proprietario e bisognose di manutenzione e affetto.
Alla prima asta di biciclette, nel giugno 2005 è seguita la seconda dopo tre giorni, con il doppio delle bici, tanto era stato il successo dell’iniziativa!

La collaborazione con le Ferrovie è andata avanti per 5 anni, gli ultimi due anni con sempre meno bici: la comunicazione sul divieto di sosta e la relativa rimozione stava funzionando! Le bici rimosse erano sempre meno!

Quindi dal 2008 abbiamo iniziato a cercare biciclette da mettere all’asta in altri luoghi e ci siamo attrezzati con una ciclo officina, per mettere in vendita biciclette perfettamente funzionanti, non da riparare come quelle delle ferrovie.
Grazie al servizio di ritiro bici usate e a numerose convenzioni con enti pubblici e privati, abbiamo continuato a recuperare, riparare e vendere biciclette usate attraverso questo meccanismo che abbiamo sempre chiamato Asta di biciclette usate.

Anche se in realtà non è un’asta vera e propria, è una festa di piazza, è un gioco, insegue l’equità sociale  come il mezzo stesso: non vince la bicicletta chi offre più soldi, ma – dato un prezzo calmierato fissato da noi – solo chi colpisce l’attenzione del banditore può tornare a casa pedalando.  È una gara a colpi di simpatia, oggetti improbabili, cartelloni, serenate e mani alzate.

L’Asta di biciclette non è mai stato un progetto isolato, è stato sempre inserito in una cornice – sCATENAti! –  più grande con l’obiettivo di combattere il fenomeno della ricettazione, anche dal punto di vista sociale e culturale, per promuovere la legalità e la bicicletta come mezzo di trasporto urbano. Via libera quindi a campagne di comunicazione sociale, eventi culturali e musicali, occasioni per riparare la propria bici e soprattutto per imparare a farlo ecc.

Il prezzo: più di dieci anni fa le bici costavano anche 20 euro, concorrenza pura ai ricettatori. Ma non erano riparate, passavano al deposito della stazione alla piazza con il furgone delle Ferrovie.
Ora le biciclette vengono recuperate in giro per la città e regione, riparate da un esperto ciclo meccanico nella nostra ciclo officina e stoccate in magazzino fino al momento dell’asta.
Una bicicletta ci costa in media 80€ e la rivendiamo in media a 45 €.

Dal 2005 al 2015

 

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infografica con i numeri ???